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lunedì 1 dicembre 2014

Caro Babbo Natale






Caro Babbo Natale, non è mai facile scriverti, ma quest’anno è quasi impossibile. Si fa presto a dire “giocattolo”, “salute” e “pace nel mondo”, poiché da queste parti le cose sono assai più complicate.
In molte famiglie italiane è quasi impossibile pronunciare la parola “giocattolo”, poiché i bambini vedono i nonni che, dopo aver lavorato una vita intera, vengono progressivamente defraudati delle loro già misere pensioni; vedono i genitori arrancare verso la fine del mese, dilapidando il denaro per nutrire quell’insaziabile mostro a più teste chiamato Parlamento, chiamato Regione, Provincia, Comune, chiamato Istituzione pubblica. In Italia, al netto della crisi che è mondiale, non si vede la benché minima attitudine a cambiare realmente le cose, a sradicare le (male) abitudini che ci contraddistinguono agli occhi del mondo e che ci hanno condotto sin quasi al baratro. Mi riferisco alla cultura dell’individualismo, dell’egoismo, del menefreghismo, della superficialità che poi si traducono nel clientelismo,nelle tangenti, nella politica poco attenta al cittadino ( tanto per citare alcune conseguenze)…in tutti quegli scandali che hanno poi reso il nostro Paese lo zimbello di mezzo mondo. Sono convinto che il nostro Paese abbia delle potenzialità enormi ma che ci voglia un terremoto culturale per farlo funzionare.
La propaganda di regime ha iniziato a imbonire gli italiani dicendo una bugia sulla diminuzione delle tasse. La pressione fiscale nel 2014 è aumentata ed aumenterà anche nel prossimo biennio. I cittadini e le piccole e medie imprese sanno che la realtà è dura, stanno facendo i conti con l'aumento degli acconti Ires, Irap, Irpef, con la Tares e ancora Accise e Tari oltre alla riduzione delle aliquote sulle spese detraibili e per non tralasciare l'aumento dei bolli auto. A Bracciano c'è stato un aggravio di costi per i cittadini pari al 20% tra le vecchie tariffe 2013 e la nuove tariffe del il 2014.

                                     

Ho ascoltato molta gente lamentarsi, sia in strada che on line. Cittadini che non sanno come fare per arrivare a fine mese, persone che nemmeno pensano al natale ed ai regali, ma solo alla propria sopravvivenza. Un paese dove le opportunità sono scarse, dove vige un baronato incredibile, dove la burocrazie è interminabile e le tasse strozzano le piccole attività. Insomma: niente diritti, poco lavoro (e mal curato), impossibilità di costruire qualcosa di solido. Dipendenti che con quello che guadagnano non riescono neppure a pagare le tasse. E oltretutto vengono additati come evasori, o multati per non aver potuto rispettare i tempi di scadenza.
Intanto l’intero sistema di tassazione italiano rischia di saltare perché sempre più Giuristi sostengono che le tasse sulla casa (almeno sulla prima) sono illegittime e anticostituzionali.
La scelta della giunta Sala di non cercare la via per inserire nel bilancio entrate straordinarie, oggi viene pagata da tutta la cittadinanza con tariffe sproporzionate rispetto ai servizi resi dal Comune e dalle sue municipalizzate.
Caro Babbo Natale, non è mai facile scriverti, ma quest’anno è quasi impossibile. Si fa presto a dire “giocattolo”, “salute” e “pace nel mondo”, poiché da queste parti le cose sono assai più complicate.
In molte famiglie italiane è quasi impossibile pronunciare la parola “giocattolo”, poiché i bambini vedono i nonni che, dopo aver lavorato una vita intera, vengono progressivamente defraudati delle loro già misere pensioni; vedono i genitori arrancare verso la fine del mese, dilapidando il denaro per nutrire quell’insaziabile mostro a più teste chiamato Parlamento, chiamato Regione, Provincia, Comune, chiamato Istituzione pubblica. In Italia, al netto della crisi che è mondiale, non si vede la benché minima attitudine a cambiare realmente le cose, a sradicare le (male) abitudini che ci contraddistinguono agli occhi del mondo e che ci hanno condotto sin quasi al baratro. Mi riferisco alla cultura dell’individualismo, dell’egoismo, del menefreghismo, della superficialità che poi si traducono nel clientelismo,nelle tangenti, nella politica poco attenta al cittadino ( tanto per citare alcune conseguenze)…in tutti quegli scandali che hanno poi reso il nostro Paese lo zimbello di mezzo mondo. Sono convinto che il nostro Paese abbia delle potenzialità enormi ma che ci voglia un terremoto culturale per farlo funzionare.
La propaganda di regime ha iniziato a imbonire gli italiani dicendo una bugia sulla diminuzione delle tasse. La pressione fiscale nel 2014 è aumentata ed aumenterà anche nel prossimo biennio. I cittadini e le piccole e medie imprese sanno che la realtà è dura, stanno facendo i conti con l'aumento degli acconti Ires, Irap, Irpef, con la Tares e ancora Accise e Tari oltre alla riduzione delle aliquote sulle spese detraibili e per non tralasciare l'aumento dei bolli auto. A Bracciano c'è stato un aggravio di costi per i cittadini pari al 20% tra le vecchie tariffe 2013 e la nuove tariffe del il 2014.
Ho ascoltato molta gente lamentarsi, sia in strada che on line. Cittadini che non sanno come fare per arrivare a fine mese, persone che nemmeno pensano al natale ed ai regali, ma solo alla propria sopravvivenza. Un paese dove le opportunità sono scarse, dove vige un baronato incredibile, dove la burocrazie è interminabile e le tasse strozzano le piccole attività. Insomma: niente diritti, poco lavoro (e mal curato), impossibilità di costruire qualcosa di solido. Dipendenti che con quello che guadagnano non riescono neppure a pagare le tasse. E oltretutto vengono additati come evasori, o multati per non aver potuto rispettare i tempi di scadenza.
Intanto l’intero sistema di tassazione italiano rischia di saltare perché sempre più Giuristi sostengono che le tasse sulla casa (almeno sulla prima) sono illegittime e anticostituzionali.
La scelta della giunta Sala di non cercare la via per inserire nel bilancio entrate straordinarie, oggi viene pagata da tutta la cittadinanza con tariffe sproporzionate rispetto ai servizi resi dal Comune e dalle sue municipalizzate.

Non è possibile avere gente che “si mangia” tutte le risorse e costringere il 90% delle persone a patire le pene dell’inferno. Non possiamo condannare gli innocenti per colpe non loro. Dobbiamo intervenire sui colpevoli.

Sulla loro immoralità! 
Un grande abbraccio a tutti i braccianesi in grande difficoltà. 
Un Cittadino

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