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giovedì 5 ottobre 2017

Trasparenza Bracciano, il M5S replica a Tondinelli e Testini


Riceviamo e pubblichiamo la nota del M5S di Bracciano in replica alla nota del signor sindaco Tondinelli e al signor presidente Testini- “In riferimento all’intensa attività di indagine e in merito alla trasparenza e legalità da Loro citata, rileviamo dai Loro articoli che alcuni Consiglieri di minoranza ed altri di maggioranza, hanno stranamente problemi con i condoni edilizi. Ora, sia anche vero che il MoVimento 5 Stelle non abbia mai governato questo paese, ma anche come ex comuni cittadini risultiamo “puliti”, e non rientriamo in un simile “balletto”.
Volendo toccare il piano della trasparenza citata dal signor Sindaco, visto che Ella fa nomi e cognomi di consiglieri di minoranza e non dei Suoi consiglieri di maggioranza, osserviamo che sia il Sindaco sia il Presidente si sono occupati anche delle pratiche di condono di consiglieri della maggioranza e di fascicoli che vedono coinvolti familiari di consiglieri della maggioranza; tutto ciò scordando di ribadire che in Consiglio Ella, signor Sindaco, ha letta una nota dove, oltre ad elogiare il signor Presidente, ha dichiarato che fu proprio Lei a dare mandato al Presidente affinché eseguisse codesti accessi agli atti: non sarà forse perché in una PEC della Prefettura di Roma Prot. 7772 del 02-03-2017 arrivo Cat. 2 Cl. 3 Comune di Bracciano Prot. n. 17804 del 26-05-2017, ci fosse una richiesta di “ricevere, con cortese urgenza, ogni utile informazione su quanto rappresentato degli esponenti”, visto che “il titolare (consigliere di maggioranza) del permesso a costruire in sanatoria non ha provveduto al pagamento degli oneri concessori nei termini indicati”, relativamente all’istanza di frazionamento della pratica di condono edilizio, forte della vittoria nell’ambito del p.p. n, 6143/14 RGNR, ma che purtroppo vede ancora lo stabile presente ad esso intestato.
Di presso, ci piace raccontare la storia delle pratiche del “cittadino” dott. Cimaglia a Via del Sassone. Ripercorriamo le vicende braccianesi dall’inizio, attraverso gli atti in nostro possesso, partendo dalla Delibera 2/2017, a nostro avviso strettamente connessa alla Delibera 115/2017 visto che si parla di motivi di giustizia. In essa alcuni documenti non erano e non sono presenti nel fascicolo, così come mancano alcuni documenti relativi a violazioni che si riscontrano nei fascicoli per i quali si chiedeva l’accesso, quale ad esempio la falsa protocollazione del PdC 80/2003 o la Variazione del progetto del PdL (piano di lottizzazione) convenzionato La Lobbra.
Quella Delibera, la DGC 2/2017, inizialmente ha attratta la nostra attenzione e destato preoccupazione per la situazione fosca che delineava: un intero Comune messo sotto scacco da un cittadino. Successivamente ci è sembrata un vero e proprio insulto per tutti i cittadini: nominare un avvocato per tutelare l’amministrazione, perché un cittadino fa accesso agli atti secondo quanto previsto dalla legge. Questa è una vergogna, così come crediamo che lo sia affermare in un atto ufficiale che le diffide, ovvero strumenti previsti dalla legge a tutela dei propri diritti, siano “intimidazioni”.
Anche dopo che siamo tutti venuti in possesso del fascicolo afferente alla DGC n. 2/2017, i consiglieri della maggioranza si sono ben guardati dall’accettare il contraddittorio con il “cittadino”, né in Consiglio né attraverso la partecipazione alla riunione informale pre-consigliare da noi richiesta. L’unica risposta a noi pervenuta è stata dalla Sua persona, caro Sindaco; dove però non ci ha risposto affermativamente o negativamente, bensì ha sottoposta la Sua approvazione della richiesta di riunione informale alla firma di altri tre consiglieri. Tuttavia, nello scorso Consiglio Comunale del 28 u.s., riprendendo la nostra richiesta ha dichiarato che avremmo dovuto rimanere in attesa di sentire il “cittadino”, anche alla luce delle motivazioni della sentenza del Tribunale Penale di Civitavecchia n. 945/2017: inoltre, con la scusante di questa pregiudiziale Ella ha sospesa la nostra mozione volta a ritirare la Delibera 115/2017, che riprendeva l’ultimo parere della Regione, attraverso un esposto pervenuto dalla Procura. Non Le sembra troppo tardi, vista l’acquisizione di informazioni sulla formulazione della Delibera di Giunta Comunale G.C. n. 2/2017 del 5 gennaio 2017 davanti ad un provvedimento inquietante che denuncia una gravissima situazione nella quale il Comune di Bracciano si troverebbe ostaggio di una persona e di avere notizie su come si è arrivati alla formulazione della delibera.
È bene ricordare che in quella riunione informale pre-consigliare da noi richiesta in Comune, sebbene fossero presenti presso l’Ufficio del Sindaco molti consiglieri di maggioranza e anche la Sua persona in veste di Sindaco e anche il Presidente del Consiglio, nessuno dei tanti si è fermato ad ascoltare il “cittadino” con il suo avvocato, mentre oggi un intero Comune gira intorno solo a quei atti.
Perché si continuano a cercare atti di procedimenti antecedenti la sentenza n. 318/17, che vede imputato a vario titolo un ex Capo Area, nella gestione delle lottizzazioni La Lobbra, Villette del Sassone, Prato Giardino, nonché dei procedimenti derivanti dalla gestione delle pratiche Cimaglia e via del Sassone: come può il signor Luca Testini, nella propria qualifica di Presidente del Consiglio Comunale, esserne venuto a conoscenza solo ora, visto che dichiara che persegue l’ambito della sua attività istituzionale, quando il sottoscritto, mero Consigliere Comunale Marco Tellaroli, mise a conoscenza tutto l’arco consiliare, compreso il Segretario Generale e l’istante cittadino, avvalendosi della PEC del giorno 24 febbraio 2017 di cui il sottoscritto venne in possesso su gentile disponibilità di quest’ultimo.
Perché con Decreto 22/2017 l’ex Capo Area in questione è nominato di nuovo Capo Area per quattro giorni, dal 26 al 29 agosto: l’Amministrazione non sapeva della sentenza di condanna, né sapeva della richiesta dei Consiglieri 5 Stelle, che con protocollo n.17323 chiesero di applicare provvedimenti disciplinari in base alle leggi vigenti; né sapeva che in passato l’allora consigliere di minoranza, attualmente Sindaco, chiese di rimuovere lo stesso dirigente tramite una propria istanza.
Ritornando alle affermazioni del signor Sindaco sulla Commissione d’Inchiesta, curiosamente richiesta dalla maggioranza e non dalla minoranza: come sia stato possibile che un governo tenti di obbligare i consiglieri di minoranza a svolgere il compito di riorganizzazione e inchiesta dell’Archivio Comunale e degli accessi agli atti; ciò invece d’irrogare prima il provvedimento disciplinare per la mancata attuazione di due deliberazioni della Giunta Comunale, n. 21/2016 e n. 73/2016, che chiedevano di rispettare il volere della Procura nel sistemare l’Archivio Generale da parte degli amministrativi, verificando prima i documenti delle pratiche Cimaglia, viste le sue esose richieste riguardo la ormai famosa delibera di giunta 115/2017 con atto d’indirizzo al concordato ex art. 11, da cui incombe sull’ente una notevole richiesta di risarcimento danni: le altre pratiche edilizie non concluse, non hanno la stessa importanza?
Come sia stato possibile che anche dopo la richiesta con nota prot. 0028246 del 5 settembre 2017 avente per oggetto: POSTA CERTIFICATA: V20174/00709/PCC, indirizzata al Segretario Generale del Comune di Bracciano, la Corte dei Conti presso la Procura Regionale del Lazio chieda ulteriori delucidazioni in merito alla Delibera di Giunta n. 114, quando attraverso un bando di affidamento esterno delle circa 600 pratiche edilizie, il giorno 8 settembre l’amministrazione comunale, invece di produrre copia delle 600 pratiche edilizie, alla Procura, si permise di pubblicare ugualmente il bando.
Come sia stato possibile che due organi amministrativi e il Presidente del Consiglio Comunale, a fronte d’un accesso agli atti del “cittadino” autorizzato dalla Segretaria Generale (come si legge nel verbale protocollo n. 30580), abbiano provveduto a dare copia su DVD di ben 367 atti in un colpo solo, costituiti anche da file word ancora editabili e file in assenza di apposizione di protocollo afferenti al PRG generale della città di Bracciano, senza che nessuno fermasse il procedimento e avvisasse la Segretaria Generale o gli organi competenti, come previsto dalla legge.
Perché alla Conferenza dei Sindaci ATO 2 del 2 ottobre, il Comune di Bracciano non mandò alcuna rappresentanza, vista la disastrosa situazione delle infrastrutture idriche, a dimostrazione che la finanza ha goduto di tutti i frutti di una gestione poco oculata in tutto il Paese.
Cari cittadini che ci leggete in quest’articolo: secondo voi, tutto questo è un modus operandi di un buon governo? Sempre secondo Voi, dobbiamo sottostare a tali richieste? Com’è possibile che ormai da un anno e mezzo questa maggioranza ha soltanto un unico fine e ben poco interesse nei confronti dei cittadini che l’ha eletta?”.

Fonte @TerzoBinario.it


In data 05/10/2017
Rispondiamo così:

È inutile che ora vi affaticate a dare risposte "non attinenti" a noi sui giornali "specialmente sulla baggianata della PEC" noi l'abbiamo già risolta da buon gentil uomini, che per trasparenza le troverete​ in allegato nella giornata di oggi nel nostro blog, ora tutte le problematiche da noi messe in ordine cronologico, sono depositate presso le Procure e la Prefettura di Roma, dove gli inquirenti attendono risposta.

Richiesta Consiglio e pre-consiglio con il "cittadino" in questo link: https://drive.google.com/open?id=0B1POHgFXwiU2VnFkY3FJbG1qUU0

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